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QUELLO CHE IL MONDO NON SA
Tu scriverai i log dei messaggi,
io risponderò con la logica degli atri del cuore…
Del resto, importa poco
a questo mondo ruvido
che continua a vivere sullo sfondo della morte.
Amore mio, noi siamo muri e lavanda,
siamo farfalle e strade,
ma dimmi: quanto è probabile
che su questa terra esista davvero
anche soltanto una briciola di felicità?
E mentre ti bacio i palmi delle mani,
dolci di miele e camomilla,
i germogli di un dolore antico
mettono foglie sotto la camicia.
E quando resteremo nudi,
quando tutto si farà geloso e ardente,
io respirerò piano il tuo nome
e i baci diventeranno raccolto.
Tu scriverai: «È mattino. Ho freddo».
Tu scriverai: «L’aria oggi sembra pietra».
E sullo sfondo dei parchi e delle panchine
mi prende per te una tenerezza infinita,
una di quelle che fanno quasi male.
Esci piano di casa, Elisa.
E quando arriverà il freddo
non dimenticare la giacca.
Non so perché, ma certe premure
somigliano terribilmente all’amore.
Perché il mondo non sa niente di noi,
non sa quello che custodiamo sotto la pelle.
E mentre noi proviamo ancora ad amarci,
lui continua a correre, inconsapevole,
verso il giorno
in cui dovremo separarci.
© Copyright 2026 Johann Lubeck